Fragilità capillare alle gambe: cos'è, quali sono i sintomi

Fragilità capillare

Piccoli segni rossi o blu visibili sulla pelle delle gambe, lividi e macchie: le alterazioni dei capillari, causa di inestetismi molto comuni specie tra le donne, sono estremamente diffuse. Piccolissimi vasi sanguigni, i capillari possono dilatarsi a causa di una predisposizione genetica e di molti altri fattori. La conseguenza è una loro maggiore visibilità in superficie e una fragilità dovuta a perdita di elasticità.

Cosa causa la fragilità capillare?

Nella maggioranza dei casi le condizioni che possono favorire la comparsa di capillari in superficie sulle gambe sono connesse ai nostri stili di vita.

I segni della fragilità capillare sulle gambe

Quando visibili in superficie, i capillari sono in genere anche particolarmente fragili. Ecco i segni più tipici dell'alterazione dei capillari:

  • lievi sanguinamenti dei capillari sottocutanei con formazione di macchie più o meno estese (petecchie, ecchimosi ed ematomi). Spesso questi segni tendono a comparire spontaneamente oppure dopo piccoli traumi;
  • presenza visibile di ramificazioni rosse, blu o viola sugli arti inferiori (chiamati teleangectasie, in realtà si tratta anche di piccole vene).

Questi segni possono comparire ovunque sulle gambe, ma più frequentemente su caviglie, parte esterna delle cosce e parte interna del ginocchio.

Possono essere accompagnati da altre manifestazioni come:

  • dolore e prurito alle gambe;
  • senso di bruciore, in particolare sulle cosce;
  • gonfiore e pesantezza di gambe e caviglie;
  • alterazione del colore della pelle delle gambe.

A volte non è solo un problema estetico

Se in molti casi le alterazioni dei capillari sono un problema esclusivamente estetico, in altri si tratta di un segnale da non sottovalutare: il nostro sistema vascolare potrebbe non funzionare in modo ottimale. I capillari in superficie e la loro fragilità possono essere infatti connessi a:

  • ipertensione venosa, ovvero un aumento di pressione del sangue nelle vene;
  • malattia venosa cronica degli arti inferiori, di cui la dilatazione e la rottura dei capillari rappresentano il primo stadio;
  • vene varicose e ulcere.

Naturalmente con l'invecchiamento il problema può peggiorare: oltre i sessant'anni infatti la pelle diventa più sottile, i capillari perdono elasticità, le valvole venose si indeboliscono e il ristagno venoso si acutizza con conseguente aumento di pressione all’interno dei capillari, che si rompono.