Emorroidi, un problema diffuso in gravidanza

Gravidanza

Questo disturbo è legato a vari fattori predisponenti, in particolare:

La malattia venosa cronica, più frequente nelle donne rispetto agli uomini

La stitichezza, frequente in gravidanza

Un'alimentazione povera di fibre

Lo scarso movimento fisico, inevitabile con il pancione.

Perché in gravidanza vengono le emorroidi?

 

  1. Dalla terza settimana fino al sesto mese circa sono le modificazioni ormonali a favorirle. Progesterone ed estrogeni aumentano i loro valori e questo produce una maggiore debolezza venosa, che facilita il ristagno sanguigno nei piccoli vasi, anche a livello anale.

  2. Dal sesto al nono mese concorrono anche fattori meccanici: l’aumento del volume dell'utero favorisce la congestione venosa, che peggiora con l’aumento di peso e con la ridotta attività fisica. Inoltre l'intestino rallenta ed è facile soffrire di stitichezza: questo comporta un maggiore sforzo durante l’evacuazione e il mancato svuotamento del retto provoca uno schiacciamento che favorisce la compressione delle vene. In aggiunta, si verifica un ipertono anale (l'ano diventa più stretto) che impedisce alle emorroidi di rientrare.

  3. Anche il parto, infine, può aumentare il rischio di emorroidi, soprattutto quando questo è difficoltoso.

Quanto conta la familiarità

È chiaro quindi per quale ragione in gravidanza questo disturbo sia così diffuso. Del resto, si ritiene che l'aver avuto due o più gravidanze aumenti il rischio di emorroidi del 25% circa. Certamente non tutte le donne incinte sono destinate a soffrire di emorroidi. Tuttavia c’è chi è più soggetto anche per fattori familiari. Se già i genitori hanno avuto questo problema o soffrono di difficoltà circolatorie, le emorroidi potranno comparire più facilmente durante i nove mesi.